La canzone può diventare drammaturgia teatrale, ma solo se è firmata Fabrizio De André e porta come titolo La Buona Novella.

L’opera del celebre cantautore genovese è una partitura a più voci, quasi una sacra rappresentazione, concepita dalla visione di un laico e dalla sua esigenza interiore di percorrere i sentieri dell’uguaglianza e della fratellanza universale; ricerca appagata dalla sua affascinata lettura dei Vangeli apocrifi. “Gli apocrifi rappresentano una sorta di “stampa alternativa” rispetto ai redattori ufficiali, gli evangelisti Marco Matteo Luca e Giovanni che, come affermava De Andrè, “rappresentano invece una sorta di addetti stampa ufficiali.”

CONCERTO/READING

L’allestimento messo in scena da Raffaello Benedetti e Marco L. Zanchi alterna musica e prosa sulla vita di Gesù, una sorta di viaggio musicale e poetico che porta a rivivere le vicende di un uomo nato 2016 anni fa. E che hanno cambiato la storia del mondo.

Un percorso alla scoperta del messaggio evangelico, osservato e narrato attraverso uno sguardo insolito, inedito, lontano dai canoni tradizionali e dalla nostra memoria storica.

Niente Orto degli Ulivi, niente interrogatorio davanti a Pilato, niente “nelle tue mani rimetto il mio spirito”.

Lui, il Gesù de La Buona Novella è raccontato dalla sofferenza degli altri. Lui non si racconta, scompare dalla scena, rimane un’entità astratta.

Si parla di lui, si parla a lui, ma lui tace. E questo è un lato che spiazza e che all’epoca aveva scandalizzato. In quest’opera, De Andrè ha scelto di dare la parola ai derelitti e ai diseredati che nella vita e nella morte di quest’uomo hanno trovato una speranza.

La Buona Novella tenta di far emergere il lato umano della vicenda evangelica, lasciando spazio a caratteri e vicende altrimenti trascurati dalle Sacre Scritture. De André è uomo degli interrogativi, non delle risposte. Ci trattiene sui sentieri tortuosi del dubbio, piuttosto che su quelli sicuri della fede, ma ci regala un’intuizione preziosa: se una strada per Dio deve essere cercata, possiamo farlo solo guardando a quell’uomo che muore sulla croce, senza cedere al rancore e alla vendetta.

  

Sui sentieri tortuosi del dubbio, piuttosto che su quelli sicuri della fede

 

DALL'ALBUM

DI FABRIZIO DE

ANDRE'

alla scoperta

del messaggio evangelico, osservato e narrato attraverso uno sguardo insolito

fisarmonica e tastiere

PAOLO MARTINI

 

basso

LUCIO SARTORI

tastiere

MANUEL GIRLANDA

 

chitarre

ALBERTO FASOLI

FILIPPO TACCHELLA

flauto

GIOVANNI BERTAGNOLI

batteria

ALBERTO BONAZZI

narranti

SIMONETTA GIACON

BRUNO BATTAGLIA

voci soliste e coro

VOCI AMICHE

 

arrangiamenti

e direzione musicale

RAFFAELLO BENEDETTI


testo originale reading, slide movie e regia

MARCO L. ZANCHI

BRANI MUSICALI

La rappresentazione si apre con un antefatto musicale (prologo). Una sorta di viaggio a ritroso sulle note dei brani più conosciuti di Fabrizio De Andrè partendo dal 1981 con l’esecuzione di Fiume Sand Creek, 1978 Andrea, 1974 Città Vecchia e 1970 Il Pescatore.

La Buona Novella, introdotta da un Laudate Dominum, inizia raccontando L’infanzia di Maria e prosegue con Il ritorno di Giuseppe dove si coglie la fatica di questo anziano sposo. Il sogno di Maria trova l’angelo che annuncia alla giovane il suo prossimo concepimento. Si chiamava Gesù (1967) è un brano che non fa parte della Buona Novella ma è la prima testimonianza dell’interesse di Fabrizio De Andrè per l’uomo di Nazareth.

Un dolce omaggio alla donna nel momento del concepimento lo si apprezza in Ave Maria. Drastico è il passaggio di Maria nella bottega d’un falegname che sta costruendo le croci per i tre condannati. In Via della croce si colgono i sentimenti di coloro che assistono all’evento.

Ai piedi delle tre croci le Tre Madri con il loro straziante dolore. Ne Il testamento di Tito sono analizzati i dieci comandamenti dall’inedito punto di vista del ladrone pentito crocifisso accanto a Gesù. L’opera termina con Laudate hominem, una sorta di canto liturgico che esprime atteggiamenti umani che dovrebbero essere universali.

 

SCENOGRAFIA

La cornice scenica dell’intera rappresentazione, in slide movie su grande schermo, è un mix tra immagini concettualizzate graficamente, legate all’iconografia classica dedicata all’argomento evangelico e stralci poetici estrapolati dal brano in esecuzione.

 

ESECUTORI E ARTISTI

L’esecuzione dei brani, interamente effettuata dal vivo, gode della presenza di affermati musicisti alla fisarmonica, flauto, batteria, percussioni, basso, chitarre e tastiere.

Gli arrangiamenti de La Buona Novella sono frutto di un lavoro corale dei musicisti esecutori. Di spessore il contributo vocale con i 9 coristi Voci Amiche e dei due loro ospiti. La narrazione dell’intera opera è affidata alle esperte voci di Simonetta Giacon e Bruno Battaglia.

I testi originali del reading, ad introduzione e commento del concerto, sono di Marco L. Zanchi che firma anche la regia mentre l’ideazione dell’evento e la direzione artistica è del maestro Raffaello Benedetti.